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Diario
8 giugno 2006
Petrazzuolo, una
giornata Colalillo
fTjSjlWx
Quella che per il
Benevento
sembrava una domenica positiva si trasformata repentinamente in
un vero e proprio incubo. Al termine del primo tempo col
Foggia
tutto lasciava presagire a un epilogo felice.
Giallorossi con due gol di vantaggio nonostante un primo tempo non
esaltante e superiorit numerica per l'espulsione del satanello
Filippi. In 45 minuti stati d'animo ribaltati con la vittoria del
Foggia che spazza via in un colpo solo l'ottimismo sannita. A fine
gara la delusione forte e le accuse del post-partita non
risparmiano proprio nessuno, dai calciatori al tecnico, dalla
societ alla tifoseria. La squadra crollata nel momento pi
importante della contesa e non ha saputo fare tesoro di un 2-0
apparso fin troppo benevolo poich ottenuto senza grossi sforzi. Il
portiere Petrazzuolo, nonostante i tentativi di giustificazione
operati in sala stampa, non apparso esente da colpe specialmente
sul primo gol incassato, ovvero quello che ha ridato speranza a un
Foggia moralmente a pezzi. La difesa ha fatto registrare la prova
positiva del giovane Capone mentre la coppia centrale
Tchangai-Voria non andata oltre il compitino salvo poi assistere
a tre reti sugli sviluppi di palle inattive. A sinistra ancora una
giornata incerta per Di Sauro che per pu contare almeno sulla
parziale scusante delle condizioni non ottimali. In avanti
Mastrolilli e Di Nardo, per quello che potevano fare, ci hanno
messo il giusto impegno. A farsi disintegrare stato soprattutto
il centrocampo. Menolascina scomparso troppo presto di scena.
Pochi palloni giocati e, ma questo un fatto noto, fase difensiva
(richiesta anche a lui se si sceglie di giocare coi 4
centrocampisti in linea) nulla. Anzi, proprio un suo mancato
intervento qualche metro prima dell'area di rigore ha costretto
Voria al fallo che costato la punizione del sorpasso foggiano.
Maschio, gol a parte, ha giocato col freno a mano tirato e poi
stato sostituito (ufficialmente per infortunio). Meglio De Liguori
e Massaro che hanno creato qualche pericolo sulle corsie di
competenza. Giugliano e Cerchia, entrati proprio mentre il
Benevento perdeva la bussola, non sono riusciti a dare la sterzata
richiesta. Alcune mosse di Benedetti hanno convinto poco. Su tutte
la sostituzione di Massaro che, a conti fatti, stata infelice. Ha
tolto dal campo uno dei pochi che poteva impensierire ancora il
Foggia, concedendo cos altro spazio prezioso agli avversari. Altre
note negative dagli spalti. Il pubblico ha scelto di restare in
silenzio nel primo tempo, salvo pochi cori contro le forze
dell'ordine, per protesta contro i provvedimenti di divieto
all'ingresso negli stadi per tre anni che hanno raggiunto cinque
ultr dopo l'aggressione a un pulmino di tifosi dell'Avellino che
tornava da Giulianova. Nella ripresa, per, la Sud ha subto lo
stesso calo dei propri beniamini e ha incassato una vera e propria
lezione dai gemellati foggiani, giunti in massa (quasi 2000) al S.
Colomba e col grande merito di trascinare l'undici di Giannini in
un'insperata rimonta. Colpa, forse, sia del calo della squadra che
del nervosismo accumulato in settimana per la vicenda delle
diffide. Anche in societ c' poca allegria. Abbonamenti ai minimi
storici (circa 750), campagna acquisti inferiore alle aspettative e
ambiente col morale sotto i tacchi. Il tutto alla vigilia di due
trasferte (Martina Franca e Teramo) che si preannunciano gi
decisive. Il Benevento ha tutte le carte in regola per tornare a
pensare in grande ma c' urgente bisogno di recuperare le forze,
fare quadrato intorno ai colori giallorossi e ritrovare il giusto
entusiasmo.
Redazione C1siamo Mario Colalillo
| inviato da il 8/6/2006 alle 22:11 | |
8 giugno 2006
Petrazzuolo, una
giornata Colalillo
fTjSjlWx
Quella che per il
Benevento
sembrava una domenica positiva si trasformata repentinamente in
un vero e proprio incubo. Al termine del primo tempo col
Foggia
tutto lasciava presagire a un epilogo felice.
Giallorossi con due gol di vantaggio nonostante un primo tempo non
esaltante e superiorit numerica per l'espulsione del satanello
Filippi. In 45 minuti stati d'animo ribaltati con la vittoria del
Foggia che spazza via in un colpo solo l'ottimismo sannita. A fine
gara la delusione forte e le accuse del post-partita non
risparmiano proprio nessuno, dai calciatori al tecnico, dalla
societ alla tifoseria. La squadra crollata nel momento pi
importante della contesa e non ha saputo fare tesoro di un 2-0
apparso fin troppo benevolo poich ottenuto senza grossi sforzi. Il
portiere Petrazzuolo, nonostante i tentativi di giustificazione
operati in sala stampa, non apparso esente da colpe specialmente
sul primo gol incassato, ovvero quello che ha ridato speranza a un
Foggia moralmente a pezzi. La difesa ha fatto registrare la prova
positiva del giovane Capone mentre la coppia centrale
Tchangai-Voria non andata oltre il compitino salvo poi assistere
a tre reti sugli sviluppi di palle inattive. A sinistra ancora una
giornata incerta per Di Sauro che per pu contare almeno sulla
parziale scusante delle condizioni non ottimali. In avanti
Mastrolilli e Di Nardo, per quello che potevano fare, ci hanno
messo il giusto impegno. A farsi disintegrare stato soprattutto
il centrocampo. Menolascina scomparso troppo presto di scena.
Pochi palloni giocati e, ma questo un fatto noto, fase difensiva
(richiesta anche a lui se si sceglie di giocare coi 4
centrocampisti in linea) nulla. Anzi, proprio un suo mancato
intervento qualche metro prima dell'area di rigore ha costretto
Voria al fallo che costato la punizione del sorpasso foggiano.
Maschio, gol a parte, ha giocato col freno a mano tirato e poi
stato sostituito (ufficialmente per infortunio). Meglio De Liguori
e Massaro che hanno creato qualche pericolo sulle corsie di
competenza. Giugliano e Cerchia, entrati proprio mentre il
Benevento perdeva la bussola, non sono riusciti a dare la sterzata
richiesta. Alcune mosse di Benedetti hanno convinto poco. Su tutte
la sostituzione di Massaro che, a conti fatti, stata infelice. Ha
tolto dal campo uno dei pochi che poteva impensierire ancora il
Foggia, concedendo cos altro spazio prezioso agli avversari. Altre
note negative dagli spalti. Il pubblico ha scelto di restare in
silenzio nel primo tempo, salvo pochi cori contro le forze
dell'ordine, per protesta contro i provvedimenti di divieto
all'ingresso negli stadi per tre anni che hanno raggiunto cinque
ultr dopo l'aggressione a un pulmino di tifosi dell'Avellino che
tornava da Giulianova. Nella ripresa, per, la Sud ha subto lo
stesso calo dei propri beniamini e ha incassato una vera e propria
lezione dai gemellati foggiani, giunti in massa (quasi 2000) al S.
Colomba e col grande merito di trascinare l'undici di Giannini in
un'insperata rimonta. Colpa, forse, sia del calo della squadra che
del nervosismo accumulato in settimana per la vicenda delle
diffide. Anche in societ c' poca allegria. Abbonamenti ai minimi
storici (circa 750), campagna acquisti inferiore alle aspettative e
ambiente col morale sotto i tacchi. Il tutto alla vigilia di due
trasferte (Martina Franca e Teramo) che si preannunciano gi
decisive. Il Benevento ha tutte le carte in regola per tornare a
pensare in grande ma c' urgente bisogno di recuperare le forze,
fare quadrato intorno ai colori giallorossi e ritrovare il giusto
entusiasmo.
Redazione C1siamo Mario Colalillo
| inviato da il 8/6/2006 alle 22:11 | |
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